Alessandro Mortarino sintetizza la campagna Salviamo il Paesaggio del Forum dei Movimenti per la terra e il paesaggio
giovedì 5 aprile 2012
sabato 31 marzo 2012
Le esperienze concrete
Per effettuare il cambiamento, ecco una guida pratica, in grado di consentire a tutti gli attori del "pianeta scuola" (docenti, alunni, famiglie, amministratori locali, comunità...) di praticare scelte di sobrietà e buone prassi a portata di tutti.
L'esperienza concreta dei guardiani della luce si può mettere subito in atto, da domani mattina, non richiede dispendio di risorse economiche e apporta vantaggi immediati e verificabili. Un progetto adattabile a tutte le scuole, di ogni ordine e grado.
L' autocostruzione solare e' un ottimo laboratorio pratico che consente ai nostri ragazzi, collaborando alla sua realizzazione, di sperimentare personalmente l'uso delle energie rinnovabili e l'eliminazione delle fonti fossili del proprio orizzonte quotidiano.
La mensa sostenibile e' un progetto di sistema: prevede un coinvolgimento diretto e attivo da parte dell'ente locale di prossimità, il comune, che ha facoltà di rendere il servizio di ristorazione scolastica una proposta di sostenibilità ed educazione ambientale di grande impatto, positivo.
L' orto in condotta permette di far "sporcare" le mani ai nostri alunni, riavvicinandoli alla terra e facendo loro dimenticare, per qualche ora alla settimana, il cemento delle città in cui sono ormai abituati a vivere.
Con l' ecoeuro, la scuola conia monete e allestisce una gara per ridurre i rifiuti alla fonte, uscendo dall'edificio ed entrando nelle case dei cittadini, nella comunità.
La raccolta differenziata di classe e' forse la pratica più diffusa e più importante, che un edificio scolastico può mettere in campo per cambiare, in meglio, la propria impronta ecologica e il proprio impatto nel territorio circostante.
Legata al progetto della mensa sostenibile, l' acqua del sindaco e' un atto di "ribellione" alla follia della plastica, dell'usa e getta e del marketing pubblicitario, che ci vorrebbe tutti consumatori attivi a tempo pieno anche di un bene gratuito come questo.
Con le soffitte in classe si organizzano momenti e appuntamenti di comunità, favorendo lo scambio di oggetti che si sottraggono dal circuito perverso dello smaltimento in quanto rifiuti.
Con l'arrivo delle festività natalizie le scuole e i loro "inquilini" hanno un'importante occasione per dimostrare educazione e veicolare messaggi di sobrietà: il riciclalbero!
La quotidianità del viaggio casa-scuola, infine, con il piedibus, l'ultimo progetto presentato in questa guida, viene affrontata in modo simpatico, concreto e sopratutto sostenibile!
(Tratto dal libro "La mia scuola a impatto zero" di Marco Boschini, coordinatore dell'associazione dei Comuni Virtuosi)
L'esperienza concreta dei guardiani della luce si può mettere subito in atto, da domani mattina, non richiede dispendio di risorse economiche e apporta vantaggi immediati e verificabili. Un progetto adattabile a tutte le scuole, di ogni ordine e grado.
L' autocostruzione solare e' un ottimo laboratorio pratico che consente ai nostri ragazzi, collaborando alla sua realizzazione, di sperimentare personalmente l'uso delle energie rinnovabili e l'eliminazione delle fonti fossili del proprio orizzonte quotidiano.
La mensa sostenibile e' un progetto di sistema: prevede un coinvolgimento diretto e attivo da parte dell'ente locale di prossimità, il comune, che ha facoltà di rendere il servizio di ristorazione scolastica una proposta di sostenibilità ed educazione ambientale di grande impatto, positivo.
L' orto in condotta permette di far "sporcare" le mani ai nostri alunni, riavvicinandoli alla terra e facendo loro dimenticare, per qualche ora alla settimana, il cemento delle città in cui sono ormai abituati a vivere.
Con l' ecoeuro, la scuola conia monete e allestisce una gara per ridurre i rifiuti alla fonte, uscendo dall'edificio ed entrando nelle case dei cittadini, nella comunità.
La raccolta differenziata di classe e' forse la pratica più diffusa e più importante, che un edificio scolastico può mettere in campo per cambiare, in meglio, la propria impronta ecologica e il proprio impatto nel territorio circostante.
Legata al progetto della mensa sostenibile, l' acqua del sindaco e' un atto di "ribellione" alla follia della plastica, dell'usa e getta e del marketing pubblicitario, che ci vorrebbe tutti consumatori attivi a tempo pieno anche di un bene gratuito come questo.
Con le soffitte in classe si organizzano momenti e appuntamenti di comunità, favorendo lo scambio di oggetti che si sottraggono dal circuito perverso dello smaltimento in quanto rifiuti.
Con l'arrivo delle festività natalizie le scuole e i loro "inquilini" hanno un'importante occasione per dimostrare educazione e veicolare messaggi di sobrietà: il riciclalbero!
La quotidianità del viaggio casa-scuola, infine, con il piedibus, l'ultimo progetto presentato in questa guida, viene affrontata in modo simpatico, concreto e sopratutto sostenibile!
Don Lorenzo Milani, parlando dell'importanza della scuola nell'avere tra le mani tutti i santi giorni quei coriandoli di futuro che sono i giovani: "La scuola, in fondo, e' l'arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare loro il senso di legalità (...) dall'altro la volontà di leggi migliori, cioè il senso politico".In questi dieci progetti possiamo forse trovare le risorse per aprire quel cantiere del cambiamento che può rendere ogni istituto scolastico, e i "cittadini" che lo abitano, davvero sostenibile e capace di futuro.
(Tratto dal libro "La mia scuola a impatto zero" di Marco Boschini, coordinatore dell'associazione dei Comuni Virtuosi)
mercoledì 14 marzo 2012
Consiglio Comunale Straordinario di Settimo Milanese
Martedì 20 marzo 2012 alle ore 19.45 è convocato in seduta straordinaria il Consiglio Comunale c/o la Sede Comunale di Piazza Eroi 5, con il seguente ordine del giorno:
Sarà un consiglio infuocato?!?! Anche se è stata persa un'occasione per farlo aperto alle domande dei cittadini, vi invitiamo a partecipare, possibilmente di persona (ma anche online), per cercare di capire se qualcuno dei nostri politici ci è o ci fà...Ricordiamoci che sono SOLDI NOSTRI!!!
1. Relazione sullo stato della Giunta dopo le dimissioni del vicesindaco Procopio e relativa discussione consiliare;
2. Relazione sul piano finanziario della T.I.A. e relativo consuntivo 2010 della società Mantova Ambiente e relativa discussione consiliare;
3. Analisi dettagliata dei costi "indiretti" relativi al consuntivo 2010. Origine, spalmatura e imputazione al Comune di Settimo Milanese degli stessi costi indiretti sulle voci del consuntivo e relativa discussione consiliare;
4. Analisi fatture giustificative dei costi indiretti e relativa discussione consiliare;
5. Valutazione sulla economicità del servizio di raccolta rifiuti e spazzamento dopo l’incremento subito dal contratto originale del 2009 alle cifre odierne;
6. Audizione dell’Amministratore di Mantova Ambiente e dell’allora assessore al Bilancio Salvatore Procopio e relativa discussione consiliare.
Sarà un consiglio infuocato?!?! Anche se è stata persa un'occasione per farlo aperto alle domande dei cittadini, vi invitiamo a partecipare, possibilmente di persona (ma anche online), per cercare di capire se qualcuno dei nostri politici ci è o ci fà...Ricordiamoci che sono SOLDI NOSTRI!!!
lunedì 12 marzo 2012
Comitato "Salviamo il Paesaggio" Settimo Milanese
Care amiche e cari amici,
Lunedì 27 febbraio è partita la campagna nazionale per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati.
In questi giorni tutti i Sindaci dei Comuni italiani avranno ricevuto la scheda del censimento, da compilare entro 6 mesi. Nelle prossime settimane i comitati locali inizieranno ad essere presenti sul territorio con banchetti informativi, per sollecitare i Sindaci a compilare la scheda.
In questi primi giorni abbiamo avuto una discreta copertura mediatica: la strada non è affatto spalancata su questi temi!
Per ora siamo intervenuti in diretta su Radio2Rai (Caterpillar), Radio24 (l'emittente del Sole 24 Ore), Ecoradio, inoltre tratterà l'argomento anche Rai1 (sabato 3 marzo durante Uno Mattina). L'Ansa ci ha dedicato un dispaccio nazionale.
Oltre a molti articoli sulla stampa locale hanno parlato di noi anche blog, giornali web e queste testate nazionali:
Repubblica.it, Il fatto quotidiano, Altreconomia, Il Cambiamento
Il successo della campagna in tutta Italia dipende dal coinvolgimento di cittadini e comitati locali.
A presto! Il coordinamento nazionale.
Settimmagini si è fatto referente e parte dei coordinatori provinciali milanesi creando così il Comitato "Salviamo il Paesaggio" di Settimo Milanese, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo settimmagini@hotmail.it per aderire in modo attivo, partecipando ai futuri banchetti informativi e alla conseguente raccolta firme. Grazie.
Lunedì 27 febbraio è partita la campagna nazionale per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati.
In questi giorni tutti i Sindaci dei Comuni italiani avranno ricevuto la scheda del censimento, da compilare entro 6 mesi. Nelle prossime settimane i comitati locali inizieranno ad essere presenti sul territorio con banchetti informativi, per sollecitare i Sindaci a compilare la scheda.
In questi primi giorni abbiamo avuto una discreta copertura mediatica: la strada non è affatto spalancata su questi temi!
Per ora siamo intervenuti in diretta su Radio2Rai (Caterpillar), Radio24 (l'emittente del Sole 24 Ore), Ecoradio, inoltre tratterà l'argomento anche Rai1 (sabato 3 marzo durante Uno Mattina). L'Ansa ci ha dedicato un dispaccio nazionale.
Oltre a molti articoli sulla stampa locale hanno parlato di noi anche blog, giornali web e queste testate nazionali:
Repubblica.it, Il fatto quotidiano, Altreconomia, Il Cambiamento
Il successo della campagna in tutta Italia dipende dal coinvolgimento di cittadini e comitati locali.
A presto! Il coordinamento nazionale.
Settimmagini si è fatto referente e parte dei coordinatori provinciali milanesi creando così il Comitato "Salviamo il Paesaggio" di Settimo Milanese, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo settimmagini@hotmail.it per aderire in modo attivo, partecipando ai futuri banchetti informativi e alla conseguente raccolta firme. Grazie.
domenica 26 febbraio 2012
Appello al sindaco Massimo Sacchi
Caro sindaco sono passate ormai alcune settimane dalle dimissioni dell'assessore al bilancio Salvatore Procopio.
Con tutto il rispetto e con tutta l'onesta' che la contraddistingue, Settimmagini le chiede di rendere pubblici i conti della società partecipata Mantova Ambiente, che l'ex assessore ha giustamente e ripetutamente chiesto, con una tabella chiara che spieghi dove sono questi 195.000 euro, argomentando con numeri alla mano.
Glielo chiediamo come cittadini di Settimo Milanese visto che i soldi sono nostri, altrimenti saremo fortemente delusi di questa grave mancanza di trasparenza e riterremo lei e l'assessore di competenza sig. Bianchi responsabili di questo atto grave e non più degni di amministrare il nostro paese.
Con tutto il rispetto e con tutta l'onesta' che la contraddistingue, Settimmagini le chiede di rendere pubblici i conti della società partecipata Mantova Ambiente, che l'ex assessore ha giustamente e ripetutamente chiesto, con una tabella chiara che spieghi dove sono questi 195.000 euro, argomentando con numeri alla mano.
Glielo chiediamo come cittadini di Settimo Milanese visto che i soldi sono nostri, altrimenti saremo fortemente delusi di questa grave mancanza di trasparenza e riterremo lei e l'assessore di competenza sig. Bianchi responsabili di questo atto grave e non più degni di amministrare il nostro paese.
venerdì 3 febbraio 2012
La mia scuola a impatto zero!
Idee e spunti da ogni parte d’Italia per rendere ogni istituto scolastico davvero ecosostenibile e in grado di durare nel tempo senza gravare sul pianeta.
Progetti di buon senso che aspettano solo di essere adottati: per risparmiare energia, ridurre la produzione di rifiuti, attivare iniziative di mobilità sostenibile, favorire consumi sobri e a basso impatto ambientale; a cominciare dalla scuola dei propri figli.
La scuola non è un semplice edificio circoscritto da quattro mura e un tetto, uno spazio dove si fa e si insegna cultura.
È una casa, la casa degli studenti, in cui imparare non solo nozioni e operazioni, ma anche ad adottare uno stile di vita che elimini gli sprechi e l’inquinamento nella vita di tutti i giorni.
Può quindi una scuola ridurre la propria impronta ecologica e contribuire così a garantire un futuro sostenibile ai suoi giovani inquilini? È possibile avviare sperimentazioni concrete, efficaci e di sicuro successo coinvolgendo, in un colpo solo, insegnanti, genitori, alunni, amministratori locali, cittadini?
L’autore, forte della sua esperienza come coordinatore dell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, risponde a queste domande e presenta dieci esperienze, già realizzate con successo in tutta Italia, che riducono l’impatto ambientale e consentono il risparmio di energia e denaro: dalla mensa sostenibile alla riduzione del fabbisogno energetico; dalla raccolta differenziata e dal riciclo consapevole alla produzione di energia pulita; dalla valorizzazione dell’acqua del rubinetto al «piedibus»!
Dal 15 febbraio, in tutte le librerie d’Italia, per le Edizioni Sonda.
mercoledì 1 febbraio 2012
sabato 28 gennaio 2012
LA “NOSTRA PARTECIPATA” MANTOVA AMBIENTE
Visitando il sito di Mantova Ambiente leggiamo nella home: servizi: ambiente
Da quarant'anni al servizio dell'igiene ambientale mantovana. A fianco delle più tradizionali e consolidate attività, Mantova Ambiente ha sviluppato servizi innovativi per fornire ai cittadini soluzioni sempre più efficaci al problema dei rifiuti.
Dal 1° aprile 2010 Mantova Ambiente è diventata a tutti gli effetti il soggetto unico provinciale nel settore dell’ambiente grazie alla fusione con Siem Gestione. Un passaggio determinante, auspicato e inseguito da tempo, che pone solide basi per arrivare a un’indispensabile unicità di visione e gestione in un settore così delicato e importante per il territorio.
Mantova Ambiente si occupa di:
Spazzamento
Raccolta rifiuti Indifferenziati
Raccolta differenziata dei rifiuti
Smaltimento
Servizio Verde
Pronto intervento
Carta dei Servizi di Gestione dei rifiuti del Comune di Mantova
Gestione dei rifiuti del Comune di Mantova
Bene, come potete leggere nell’elenco dei link qui sopra, Mantova Ambiente rende ogni tipo di servizio nella propria zona di Mantova e provincia, mentre a Settimo questa PARTECIPATA DEL COMUNE, a parte quello della piattaforma ecologica, non effettua i servizi direttamente. Dalla raccolta dei rifiuti alla gestione del verde, chi raccoglie la nostra differenziata, che è tutt’altro che PORTA A PORTA, è la società AMSA in subappalto, e chi opera sul verde pubblico è una cooperativa (FUTURA) anch’essa subappaltata da Mantova Ambiente.
Ma perché allora, i cittadini di Settimo devono essere serviti da società subappaltate con costi sicuramente superiori ?
Siamo cittadini talmente ricchi che possiamo permettercelo ?
Non vogliamo mettere in discussione la professionalità di Mantova Ambiente, ma è da molto tempo che questa situazione esiste, e ci sembra una gestione sbagliata in principio a livello amministrativo da parte del dipartimento/assessorato ambiente del comune di Settimo.
In tutti i Comuni Virtuosi si cerca di istituire delle società dirette o comunque locali per la gestione della raccolta differenziata con un conferimento diverso dall’incenerimento, agendo a monte e utilizzando centri di riciclo (mod. Vedelago) e recupero delle materie prime seconde da utilizzare in loco per la produzioni di beni da mettere sul mercato (con creazione di posti di lavoro).
Conferendo la frazione umida a centri di compostaggio.
Riducendo del 50% i rifiuti (Progetto Disimballati, Km.0…).
Portando la raccolta porta a porta spinta all’80%.
Riducendo del 30% le tariffe a carico dei cittadini e creando nuovi posti di lavoro.
Istituendo addirittura il mercato del baratto e del riuso.
Poi per il verde dobbiamo ripeterci ancora una volta: con tutte le aziende del verde che esercitano sul nostro territorio, è abbastanza elementare capire quanto risparmio avrebbe il comune (quindi i cittadini). Aziende che potrebbero anche creare altri posti di lavoro locali.
Sappiamo anche, che il partner tecnologico del sito istituzionale del comune è curato dalla società Asitech s.p.a. che ha sede a Mantova nello stesso indirizzo del gruppo TEA, Mantova Ambiente.
Ma nel nostro bel paese ci saranno giovani "dinamici" informatici (magari disoccupati) che potrebbero curare il "NOSTRO" servizio tecnologico, facendoci risparmiare altri soldi ?
Da quarant'anni al servizio dell'igiene ambientale mantovana. A fianco delle più tradizionali e consolidate attività, Mantova Ambiente ha sviluppato servizi innovativi per fornire ai cittadini soluzioni sempre più efficaci al problema dei rifiuti.
Dal 1° aprile 2010 Mantova Ambiente è diventata a tutti gli effetti il soggetto unico provinciale nel settore dell’ambiente grazie alla fusione con Siem Gestione. Un passaggio determinante, auspicato e inseguito da tempo, che pone solide basi per arrivare a un’indispensabile unicità di visione e gestione in un settore così delicato e importante per il territorio.
Mantova Ambiente si occupa di:
Spazzamento
Raccolta rifiuti Indifferenziati
Raccolta differenziata dei rifiuti
Smaltimento
Servizio Verde
Pronto intervento
Carta dei Servizi di Gestione dei rifiuti del Comune di Mantova
Gestione dei rifiuti del Comune di Mantova
Bene, come potete leggere nell’elenco dei link qui sopra, Mantova Ambiente rende ogni tipo di servizio nella propria zona di Mantova e provincia, mentre a Settimo questa PARTECIPATA DEL COMUNE, a parte quello della piattaforma ecologica, non effettua i servizi direttamente. Dalla raccolta dei rifiuti alla gestione del verde, chi raccoglie la nostra differenziata, che è tutt’altro che PORTA A PORTA, è la società AMSA in subappalto, e chi opera sul verde pubblico è una cooperativa (FUTURA) anch’essa subappaltata da Mantova Ambiente.
Ma perché allora, i cittadini di Settimo devono essere serviti da società subappaltate con costi sicuramente superiori ?
Siamo cittadini talmente ricchi che possiamo permettercelo ?
Non vogliamo mettere in discussione la professionalità di Mantova Ambiente, ma è da molto tempo che questa situazione esiste, e ci sembra una gestione sbagliata in principio a livello amministrativo da parte del dipartimento/assessorato ambiente del comune di Settimo.
In tutti i Comuni Virtuosi si cerca di istituire delle società dirette o comunque locali per la gestione della raccolta differenziata con un conferimento diverso dall’incenerimento, agendo a monte e utilizzando centri di riciclo (mod. Vedelago) e recupero delle materie prime seconde da utilizzare in loco per la produzioni di beni da mettere sul mercato (con creazione di posti di lavoro).
Conferendo la frazione umida a centri di compostaggio.
Riducendo del 50% i rifiuti (Progetto Disimballati, Km.0…).
Portando la raccolta porta a porta spinta all’80%.
Riducendo del 30% le tariffe a carico dei cittadini e creando nuovi posti di lavoro.
Istituendo addirittura il mercato del baratto e del riuso.
Poi per il verde dobbiamo ripeterci ancora una volta: con tutte le aziende del verde che esercitano sul nostro territorio, è abbastanza elementare capire quanto risparmio avrebbe il comune (quindi i cittadini). Aziende che potrebbero anche creare altri posti di lavoro locali.
Sappiamo anche, che il partner tecnologico del sito istituzionale del comune è curato dalla società Asitech s.p.a. che ha sede a Mantova nello stesso indirizzo del gruppo TEA, Mantova Ambiente.
Ma nel nostro bel paese ci saranno giovani "dinamici" informatici (magari disoccupati) che potrebbero curare il "NOSTRO" servizio tecnologico, facendoci risparmiare altri soldi ?
sabato 21 gennaio 2012
Il nostro ambiente ci fa ammalare di tumore? Cosa dicono gli oncologi?
(Il libro è scaricabile liberamente dal sito dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica: ("Ambiente e tumori")
Due anni di lavoro, decine di oncologi coinvolti e finalmente un libro fortemente voluto dall'AIOM, l'Associazione Italiana Oncologia Medica, ci spiega cosa succede alla nostra salute quando aria, acqua, suolo e alimenti sono inquinati.
Scopriremo che pesticidi, diossine e altri agenti inquinanti oggi provocano un aumento dei tumori anche tra gli adolescenti e che i bambini italiani si ammalano di tumore più dei bambini degli altri paesi europei.
Tra i grandi inquinanti trattati dal volume ovviamente non mancano amianto, inceneritori e traffico veicolare: gli studi scientifici continuano a mostrarci i dati sulla loro responsabilità nella formazione dei tumori eppure li respiriamo tutti i giorni nelle nostre città (gli oncologi non smettono di ricordarci che è l'esposizione continua a quantità minime di sostanze cancerogene che ci rende vulnerabili ai tumori!).
Un "manuale" contenente anche "dritte" comportamentali riguardo "ciò che è ancora incerto ed è un possibile rischio o pericolo", senza allarmismo ma con buon senso. Un contributo all'autodifesa del cittadino, "accettando il dovere di informare e impedendo l'occultamento di informazioni su possibili rischi". Grazie all’Associazione Italiana di Oncologia Medica. Per ognuno di noi potrebbe rivelarsi di valore inestimabile!
Due anni di lavoro, decine di oncologi coinvolti e finalmente un libro fortemente voluto dall'AIOM, l'Associazione Italiana Oncologia Medica, ci spiega cosa succede alla nostra salute quando aria, acqua, suolo e alimenti sono inquinati.
Scopriremo che pesticidi, diossine e altri agenti inquinanti oggi provocano un aumento dei tumori anche tra gli adolescenti e che i bambini italiani si ammalano di tumore più dei bambini degli altri paesi europei.
Tra i grandi inquinanti trattati dal volume ovviamente non mancano amianto, inceneritori e traffico veicolare: gli studi scientifici continuano a mostrarci i dati sulla loro responsabilità nella formazione dei tumori eppure li respiriamo tutti i giorni nelle nostre città (gli oncologi non smettono di ricordarci che è l'esposizione continua a quantità minime di sostanze cancerogene che ci rende vulnerabili ai tumori!).
Un "manuale" contenente anche "dritte" comportamentali riguardo "ciò che è ancora incerto ed è un possibile rischio o pericolo", senza allarmismo ma con buon senso. Un contributo all'autodifesa del cittadino, "accettando il dovere di informare e impedendo l'occultamento di informazioni su possibili rischi". Grazie all’Associazione Italiana di Oncologia Medica. Per ognuno di noi potrebbe rivelarsi di valore inestimabile!
mercoledì 18 gennaio 2012
martedì 10 gennaio 2012
La strada da percorrere
La nostra situazione con questa crisi andrà sempre più peggiorando, dal potere d'acquisto ai consumi fino alle spese di bollettazione. Ma questa decrescita deve servire per cambiare rotta al nostro sviluppo compulsivo, e ci faccia rinsavire e capire che l'economia reale è quella delle esigenze familiari di tutti i giorni.
Il cambiamento deve diventare una priorità assoluta, bisogna iniziare ad osare di più e prendere coscienza della situazione sbagliata in cui ci troviamo.
Settimmagini siamo tutti noi. Questo concetto va ribadito e rimarcato. Siamo tutti noi che lavoriamo o studiamo, che abbiamo figli, mogli, mariti, fidanzate/i, una vita sociale e impegni d'ogni genere. Però ci lamentiamo che le cose non cambiano, che lo stipendio è sempre più magro, che non si trova lavoro, che l'aria è irrespirabile, che il cemento sta rendendo invivibile il nostro territorio, che il futuro è sempre più incerto, che la “casta” fa schifo!.
Il fatto è che ci lamentiamo e basta invece di metterci in gioco e occuparci del nostro presente e del futuro. Lamentarsi non serve a niente, bisogna agire! Bisogna informarsi, interessarsi a quei temi che “qualcuno”, da noi delegato, ci ha sempre tenuto lontano per potersi sedere su comode poltrone a lungo.
La Politica e' tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere il protagonismo delle comunità. E’ giunta l’ora di rinnovare la classe politica della nostra città, e iniziare a distinguere chi fa politica per passione con chi la fa per mestiere da 30 anni e oltre.
Questa urgenza e' la prima missione di buona amministrazione. Un percorso partecipativo con tutta la cittadinanza per un' arricchimento di idee e progetti della massima trasparenza possibile, perché il cambiamento, ancora una volta, non può che partire dal basso.
Idee che si uniranno tutte grazie all’impegno civico diretto, piccolo o grande che sia, di tutti i cittadini che vogliono sentirsi parte di un progetto. Un progetto di comunità.
Imparando dalla filosofia Ubuntu che tanto ha ispirato Nelson Mandela e che può essere sintetizzata nel detto Zulu: “IO SONO CIÒ CHE SONO GRAZIE A CIÒ CHE SIAMO TUTTI”.
La porta di Settimmagini è aperta, basta spingerla… i nostri figli ci ringrazieranno!
Il cambiamento deve diventare una priorità assoluta, bisogna iniziare ad osare di più e prendere coscienza della situazione sbagliata in cui ci troviamo.
Settimmagini siamo tutti noi. Questo concetto va ribadito e rimarcato. Siamo tutti noi che lavoriamo o studiamo, che abbiamo figli, mogli, mariti, fidanzate/i, una vita sociale e impegni d'ogni genere. Però ci lamentiamo che le cose non cambiano, che lo stipendio è sempre più magro, che non si trova lavoro, che l'aria è irrespirabile, che il cemento sta rendendo invivibile il nostro territorio, che il futuro è sempre più incerto, che la “casta” fa schifo!.
Il fatto è che ci lamentiamo e basta invece di metterci in gioco e occuparci del nostro presente e del futuro. Lamentarsi non serve a niente, bisogna agire! Bisogna informarsi, interessarsi a quei temi che “qualcuno”, da noi delegato, ci ha sempre tenuto lontano per potersi sedere su comode poltrone a lungo.
La Politica e' tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere il protagonismo delle comunità. E’ giunta l’ora di rinnovare la classe politica della nostra città, e iniziare a distinguere chi fa politica per passione con chi la fa per mestiere da 30 anni e oltre.
Questa urgenza e' la prima missione di buona amministrazione. Un percorso partecipativo con tutta la cittadinanza per un' arricchimento di idee e progetti della massima trasparenza possibile, perché il cambiamento, ancora una volta, non può che partire dal basso.
Idee che si uniranno tutte grazie all’impegno civico diretto, piccolo o grande che sia, di tutti i cittadini che vogliono sentirsi parte di un progetto. Un progetto di comunità.
Imparando dalla filosofia Ubuntu che tanto ha ispirato Nelson Mandela e che può essere sintetizzata nel detto Zulu: “IO SONO CIÒ CHE SONO GRAZIE A CIÒ CHE SIAMO TUTTI”.
La porta di Settimmagini è aperta, basta spingerla… i nostri figli ci ringrazieranno!
giovedì 22 dicembre 2011
domenica 18 dicembre 2011
La "nostra" Ambra sul giornale del comune
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La testimonianza di Ambra che viene amplificata sul giornale del comune (articolo pag. 13)dopo che sul blog abbiamo dedicato una pagina nella home. La strada di sensibilizzazione di Settimmagini inizia a dare i propri frutti. Siamo orgogliosi dei nostri attivisti...
venerdì 2 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
Il cibo non si butta
Tutti i giorni nelle nostre scuole, il pranzo distribuito dalla società partecipata del comune, la SettimoPeroWelfood, viene avanzato sopratutto dai bambini che si trovano nel piatto porzioni esagerate per la loro età, cibo tra l'altro di buona qualità, che viene letteralmente buttato. Ebbene come blog di sensibilizzazione e come genitori chiediamo all'amministrazione comunale e alla SettimoPero un po' più di attenzione e professionalità. Fatelo per rispetto di quei bambini che nel mondo muoiono ancora di fame. Crediamo che con meno spreco ci sarebbe anche un risparmio economico che visto il periodo, non sarebbe male...
sabato 12 novembre 2011
La parabola del contadino e dello speculatore
Un contadino ha un campo di grano e produce pasta e pane. Un secondo contadino ha un frutteto. Un allevatore ha un gregge di pecore e produce latte e formaggi. Un artigiano realizza mobili in legno, un altro fila la lana e tesse indumenti.
Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell'allevatore e con i maglioni del secondo artigiano. Quello che ha la frutta ne scambia un po' con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta. Ognuno produce qualcosa e tutti hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c'è meno frutta, l'anno dopo ce ne sarà di più.
Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po' di pane, un po' di frutta, un po' di latte e un po' di formaggio. Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio... Se l'allevatore, mettiamo, non riesce a far fronte alle richieste, perché non dispone di risorse sufficienti a coprire l'aumento artificiale del fabbisogno, lo speculatore gli concede lo stesso il pane e tutto il resto, ma lo impegna a versare l'ammanco ipotecando il formaggio che non è ancora stato prodotto. Lo indebita.
Arriva un secondo speculatore e si prende la restante parte della produzione locale. I contadini, gli artigiani e l'allevatore accettano, perché hanno bisogno di compensare la carestia indotta, cercando di produrre di più e di entrare subito in possesso di ciò che viene improvvisamente loro a mancare.
A questo punto, tutti i beni disponibili sono nelle mani dei due speculatori, i quali sono liberi di decidere come, a chi e per quanto scambiarli. Fanno i prezzi, esigono sempre di più e indebitano progressivamente i contadini, gli artigiani e l'allevatore che ora non producono più per vivere, ma vivono per produrre una quantità sufficiente, sempre maggiore, di cibo e di beni, che possa soddisfare le richieste degli speculatori.
Con l'arrivo di un terzo speculatore, proveniente da terre lontane, che a sua volta ha indebitato altri artigiani, altri allevatori e altri contadini, i tre iniziano a riunirsi periodicamente per scambiarsi i debiti dei produttori, scommettendo sulla loro capacità di ripagarli con perseveranza, senza morire di inedia. Senza fallire.
Quando gli speculatori, tra di loro, esagerano con le speculazioni, scommettendo sulla capacità di ripianare il debito di un allevatore che muore di infarto, per esempio a causa dell'eccessivo lavoro, perdono parte dei loro crediti, che poi sono i debiti di chi produce i beni reali. Così dichiarano ufficialmente l'apertura della crisi. Lo stato di crisi, dicono, richiede ai contadini di produrre più grano e più frutta, agli allevatori di produrre più latte, agli artigiani di fabbricare più tavoli e più indumenti e così via. Altrimenti verrà loro richiesto di saldare i loro debiti immediatamente, e poiché è chiaro che non possono farlo, le loro fattorie verranno espropriate, i loro allevamenti confiscati, e moriranno di fame.
Ma la crisi non è dei contadini, che continuano a produrre il grano e la frutta che producevano all'inizio. Non è degli allevatori, che hanno sempre lo stesso numero di pecore, anzi di più, e dunque producono la stessa quantità di formaggi e di latte. Non è di chi fabbrica i mobili sempre alla stessa maniera, né di chi tesse indumenti esattamente come faceva una volta. No: sono gli speculatori ad essere in crisi, non i produttori. E' il loro meccanismo di inflazione programmata dei prezzi per i beni di prima necessità ad essersi gonfiato fino ad esplodere. La loro ingordigia, il loro universo artificiale, il mondo parallelo e immaginario che hanno costruito accanto a quello reale: è tutto e solo questo ad essere andato in crisi.
Finì che i contadini, gli allevatori e gli artigiani mandarono affanculo gli speculatori e ricominciarono a scambiarsi il pane, il latte, il formaggio, i mobili e i vestiti tra di loro, lasciando gli speculatori al loro meritato destino.
Quello che ha il pane ne scambia una parte con il formaggio dell'allevatore e con i maglioni del secondo artigiano. Quello che ha la frutta ne scambia un po' con un tavolo e quattro sedie, e con qualche chilo di pasta. Ognuno produce qualcosa e tutti hanno le cose essenziali per vivere. La natura, del resto, nel medio termine si può considerare prevedibile: se un anno c'è meno frutta, l'anno dopo ce ne sarà di più.
Arriva uno speculatore che, promettendo di scambiare nuovi beni, si prende un po' di pane, un po' di frutta, un po' di latte e un po' di formaggio. Non restandone più a sufficienza per tutti, scambia quello che ha preso con chi ne ha bisogno ma, data la scarsità di beni che ne deriva, pretende da ciascuno un corrispettivo maggiore di indumenti, di sedie, di pane, di formaggio... Se l'allevatore, mettiamo, non riesce a far fronte alle richieste, perché non dispone di risorse sufficienti a coprire l'aumento artificiale del fabbisogno, lo speculatore gli concede lo stesso il pane e tutto il resto, ma lo impegna a versare l'ammanco ipotecando il formaggio che non è ancora stato prodotto. Lo indebita.
Arriva un secondo speculatore e si prende la restante parte della produzione locale. I contadini, gli artigiani e l'allevatore accettano, perché hanno bisogno di compensare la carestia indotta, cercando di produrre di più e di entrare subito in possesso di ciò che viene improvvisamente loro a mancare.
A questo punto, tutti i beni disponibili sono nelle mani dei due speculatori, i quali sono liberi di decidere come, a chi e per quanto scambiarli. Fanno i prezzi, esigono sempre di più e indebitano progressivamente i contadini, gli artigiani e l'allevatore che ora non producono più per vivere, ma vivono per produrre una quantità sufficiente, sempre maggiore, di cibo e di beni, che possa soddisfare le richieste degli speculatori.
Con l'arrivo di un terzo speculatore, proveniente da terre lontane, che a sua volta ha indebitato altri artigiani, altri allevatori e altri contadini, i tre iniziano a riunirsi periodicamente per scambiarsi i debiti dei produttori, scommettendo sulla loro capacità di ripagarli con perseveranza, senza morire di inedia. Senza fallire.
Quando gli speculatori, tra di loro, esagerano con le speculazioni, scommettendo sulla capacità di ripianare il debito di un allevatore che muore di infarto, per esempio a causa dell'eccessivo lavoro, perdono parte dei loro crediti, che poi sono i debiti di chi produce i beni reali. Così dichiarano ufficialmente l'apertura della crisi. Lo stato di crisi, dicono, richiede ai contadini di produrre più grano e più frutta, agli allevatori di produrre più latte, agli artigiani di fabbricare più tavoli e più indumenti e così via. Altrimenti verrà loro richiesto di saldare i loro debiti immediatamente, e poiché è chiaro che non possono farlo, le loro fattorie verranno espropriate, i loro allevamenti confiscati, e moriranno di fame.
Ma la crisi non è dei contadini, che continuano a produrre il grano e la frutta che producevano all'inizio. Non è degli allevatori, che hanno sempre lo stesso numero di pecore, anzi di più, e dunque producono la stessa quantità di formaggi e di latte. Non è di chi fabbrica i mobili sempre alla stessa maniera, né di chi tesse indumenti esattamente come faceva una volta. No: sono gli speculatori ad essere in crisi, non i produttori. E' il loro meccanismo di inflazione programmata dei prezzi per i beni di prima necessità ad essersi gonfiato fino ad esplodere. La loro ingordigia, il loro universo artificiale, il mondo parallelo e immaginario che hanno costruito accanto a quello reale: è tutto e solo questo ad essere andato in crisi.
Finì che i contadini, gli allevatori e gli artigiani mandarono affanculo gli speculatori e ricominciarono a scambiarsi il pane, il latte, il formaggio, i mobili e i vestiti tra di loro, lasciando gli speculatori al loro meritato destino.
mercoledì 26 ottobre 2011
Noi, famiglie verdi per non finire al verde
In sette comuni della Brianza, da nove mesi, 700 persone partecipano a un test di gruppo. Per indicare agli enti locali nuove vie di sviluppo.
Le bollette della luce e del gas ridotte di un terzo. La spesa alimentare a “km 0”, con un taglio dei prezzi anche del 50%. L’acqua del rubinetto, opportunamente filtrata, che va a sostituire le ingombranti confezioni di bottiglie di plastica. L’automobile sì, però soltanto quando è indispensabile, magari condivisa, e sostituita invece, specie per i percorsi brevi, dai mezzi pubblici, dalla bicicletta oppure da una salutare passeggiata. Basta poco, veramente poco, per cambiare gli stili di vita in modo radicale e afferrare al volo la Grande crisi come un’opportunità, e non sentirla più soltanto come una ferita quotidiana, un deprimente impoverimento. L’esperienza di 124 famiglie, sparse nei sette comuni brianzoli soci dell’Associazione InnovA21, è un caso unico in Italia di una rete di cittadini e amministratori pubblici che stanno provando, insieme, a tradurre la sostenibilità in pratiche concrete e in piccole, nuove abitudini, con enormi vantaggi individuali e collettivi. “Da nove mesi, e fino alla prossima estate, vogliamo dimostrare come sia possibile un cambiamento che significa, per tutti, più risparmi e meno inquinamento, più benessere e meno sprechi. Una piccola, pacifica benefica rivoluzione” spiega Serena Bellinzona, responsabile del progetto “La famiglia sostenibile”. Il meccanismo dell’esperienza è semplice. Le famiglie, selezionate sul territorio dell’agenzia, partecipano a corsi, tenuti da docenti esperti nei diversi settori, dove vengono fornite e scambiate tutte le informazioni utili per ridurre i consumi energetici domestici (elettricità, gas e acqua), per migliorare la raccolta differenziata (che in questa zona è già al 60/70 per cento), per risparmiare negli acquisti, modificare la mobilità locale. Gli effetti del cambiamento degli stili di vita vengono poi misurati, con verifiche a tappe, da un gruppo di ricercatori dell’Università della Bicocca di Milano e trasferiti a sindaci e assessori per suggerire possibili provvedimenti alle amministrazioni comunali. La sostituzione dell’acqua minerale con quella erogata dall’azienda municipale, per esempio, è stata incentivata con la costruzione di alcune “casette dell’acqua”, aperte 24 ore al giorno. Arrivi con le tue bottiglie in vetro, inserisci i soldi nella macchina self-service (5 centesimi al litro, e puoi avere anche la frizzante) e torni a casa con un rifornimento settimanale. Il circolo virtuoso del cambiamento all’insegna della sostenibilità ha sempre il suo punto di partenza, la sua leva, nei comportamenti e nelle autonome decisioni della famiglia. Così Andrea e sua moglie Donatella, hanno scoperto i benefici della filiera corta per la spesa. Acquistano frutta e verdura nello spaccio di un’azienda agricola di Bollate (Mi): l’uva costa 1 euro al chilo, come l’insalata che non appassisce dopo un giorno. Nel loro appartamento hanno imparato a usare lavatrice e lavastoviglie dopo le 7 di sera, e con semplici ciabatte elettriche dotate di interruttore hanno eliminato lo spreco dello stand-by di radio e tv, che da solo vale di più del 10 per cento della bolletta. Quanto alle automobili, adesso tutti in famiglia pensano di usare più spesso la bici, specie se i comuni si decideranno a migliorare la sicurezza e le connessioni delle piste ciclabili, utilizzate anche dai pedoni. I percorsi protetti già esistono , però finora ogni comune ha pensato soltanto a quelli sul proprio territorio, e quindi per passare da un paese all’altro, e da una pista all’altra, si devono attraversare strade molto trafficate e pericolose per i ciclisti. Anche Federica e Nicola, giovani sposini di Bovisio Masciago con una bambina di qualche mese, pensano di rinunciare all’automobile e sperano che migliori l’offerta dei treni locali che dalla Brianza in mezz’ora ti portano a Milano, ma non hanno collegamenti altrettanto efficaci tra i diversi comuni della zona. Intanto, grazie alle informazioni della rete della Famiglia sostenibile, Nicola e Federica hanno montato nella nuova casa i pavimenti in sughero naturale, cha costa la metà del parquet ed è un materiale isolante termico. In più utilizzano pannolini lavabili per la piccola Anita e si divertono a mettere in tavola i prodotti dell’orto che dividono con i loro vicini. Il loro obiettivo è molto ambizioso: tagliare di almeno il 30 per cento le uscite previste dal budget familiare e concentrate nei consumi energetici e negli acquisti di generi alimentari e di prodotti per l’infanzia. La modifica della spesa, in tempi in cui bisogna proteggere redditi e risparmi, è uno dei punti di forza delle famiglie sostenibili brianzole. E non si traduce in una secca riduzione dei consumi, ma semmai in una sforbiciata agli sprechi, in un accorciamento della catena di distribuzione e nella domanda di nuovi prodotti sul mercato e di nuove opportunità per le azienda più innovative e più attente al rapporto tra la qualità e il prezzo. Tiziano con la moglie Veronica e con la figlia sedicenne, Camilla, è appassionato di cibo biologico e conoscitore, innanzitutto attraverso le informazioni raccolte sul web, dell’industria dei marchi ecologici e del riciclaggio, Tiziano ha convinto la famiglia a utilizzare, per buona parte delle spese domestiche, il circuito del G.A.S., gruppo di acquisto solidale, al quale è iscritto. Utilizzando semplici email, comprano una serie di prodotti locali: dalla pasta biologica alla carta fabbricata con materiale riciclato, dai detersivi a base di aceto alla maglieria intima in fibre naturali. I nuovi stili di vita, diffusi nel microcosmo della Brianza attraverso il progetto “La famiglia sostenibile”, indicano come accanto ai tagli dei costi si possono mettere in moto nuovi investimenti, con ricadute a cascata sull’intera economia locale. La crescita, insomma. Case, appartamenti, villette multifunzionali qui si costruiscono o si ristrutturano soltanto in classi energetiche superiori, ad alta efficienza. Questo significa lo sviluppo di un’edilizia di qualità, sul piano dei materiali, degli impianti e della progettazione. E un mercato immobiliare che soffre meno per la recessione e anzi è in piena crescita nella fascia residenziale ecosostenibile. Salvatore e Sabrina sono una coppia di fatto in tutti i sensi: lui ha un’impresa di costruzione, lei è un agente immobiliare; insieme, senza mai sposarsi, hanno avuto due figli, Edoardo e Filippo, 3 e 5 anni. La casa dove vivono è stata attrezzata con il riscaldamento a pavimento, i pannelli solari, gli infissi coibentati. Salvatore e Sabrina hanno spiegato alle altre famiglie reclutate dall’agenzia come e quanto siano convenienti le loro scelte residenziali e hanno mostrato il progetto della prossima casa che pensano di costruire al più presto. Sarà un’abitazione completamente autosufficiente sul piano energetico e innanzitutto senza condizionatori elettrici. Rinfrescata da un impianto naturale studiato con “l’effetto cantina”: l’aria esterna verrà raccolta e spinta a un paio di metri sottoterra per raffredarsi prima di entrare in circolazione, attraverso delle griglie interne, nelle varie stanze della casa. Il racconto è stato accolto con molta curiosità dalla comunità. Del resto, uno dei punti di forza dell’esperimento brianzolo risiede proprio nel fatto che le famiglie sostenibili fano circolare le loro idee;come la scelta dei coniugi Savio e Luisa che, con naturalezza, hanno insegnato alle loro quattro figlie adolescenti a ridurre i rifiuti prima ancora di migliorare la raccolta differenziata. Come? Per esempio con il ritorno al piacere del ricamo, per non buttare con troppa fretta indumenti ancora in ottime condizioni. E con una piccola lezione da lessico familiare: per migliorare il mondo non servono grandi annunci, ma possono bastare tanti, piccoli e semplici gesti quotidiani.
sabato 15 ottobre 2011
Festa di Settimo
Domenica 23 Ottobre, in occasione della festa del paese, saremo presenti con il banchetto in via Vittorio Veneto davanti al locale Tempindrè per:
Divulgare tutti i temi e i progetti a noi cari.

Raccogliere firme per chiedere all'amministrazione comunale di Settimo l'iscrizione all'associazione dei Comuni Virtuosi
Vi aspettiamo per una visita e per un saluto "virtuoso"
venerdì 7 ottobre 2011
Ci siamo!

tante sono le firme dei cittadini lombardi che abbiamo depositato e che permettono così di dare il via formale all’iter che porterà all’esame e alla discussione in Regione Lombardia della nostra Proposta di Legge di Iniziativa Popolare.
Un grazie a tutti coloro che hanno dato quell’indispensabile contribuito concreto in termini di proprio tempo ed energie, e spesso hanno anche sostenuto i costi dell’iniziativa (manifesti, volantini, locandine, permessi per banchetti, telefonate etc.), a tutti coloro che non si sono mai tirati in dietro di fronte alla non poche difficoltà, a tutti coloro che non hanno mai abbassato l’intensità dell’impegno nonostante la stanchezza e qualche momento di scoraggiamento.
Un grazie a tutti coloro che hanno dato quell’indispensabile contribuito concreto in termini di proprio tempo ed energie, e spesso hanno anche sostenuto i costi dell’iniziativa (manifesti, volantini, locandine, permessi per banchetti, telefonate etc.), a tutti coloro che non si sono mai tirati in dietro di fronte alla non poche difficoltà, a tutti coloro che non hanno mai abbassato l’intensità dell’impegno nonostante la stanchezza e qualche momento di scoraggiamento.
Settimmagini ringrazia gli oltre 300 cittadini di Settimo che nei banchetti hanno messo la "firma".
domenica 2 ottobre 2011
Una scatola vuota
Giovedi 29 Ottobre, Consiglio comunale:
Si parla di diritto allo studio, di variazione di bilancio e poi...poi il VUOTO.
Risposte ad interrogazioni che non si capisce perché siano state fatte, il capogruppo pdl sig. Caracappa che nomina i NOTAV senza sapere neanche chi sono e chiaramente spara “cazzate”. La legittima lamentela di un cittadino sulla maleducazione e mancanza di senso civico all’uscita delle serate di palazzo Granaio, con una risposta patetica da parte del sindaco, e per completare l’opera un militante del partito democratico dopo un acceso scambio di opinioni, non potendo difendersi con i fatti, ci attacca con il solito sistema: “Grillo sa solo insultare”. Noi siamo persone con tante idee (lo abbiamo sempre dimostrato) troppo facile strumentalizzarci. Questa amministrazione ho inizia seriamente ad instaurare un dialogo di partecipazione con i cittadini e soprattutto con i più giovani, o non avrà un gran futuro. Attuare veri progetti per una vera strada virtuosa, davanti ad una situazione di grave crisi come questa, continuano a ripetere che la colpa è del governo, del patto di stabilità, ma siamo sicuri che questa crisi non arrivi da più lontano? Non è forse sistematica e strutturale? Occupandoci molto di comuni virtuosi, gli unici a non lamentarsi, chissà perchè? Forse perché hanno attuato a suo tempo e attuano tuttora scelte che mettono al primo posto il servizio alla cittadinanza a 360°, con progetti che migliorano la vita non solo sociale ma anche economica. Noi probabilmente saremo insistenti e sappiamo benissimo che non è una passeggiata, ma siamo altrettanto convinti di una cosa abbastanza ovvia: se siamo in questa situazione le responsabilità sono di tutti e non solo politiche, ormai bisogna rendersi conto che la strada da percorrere è un’altra, sicuramente in salita ma con una partecipazione più civica. I temi sono parecchi, prima si inizia e prima si migliorerà, poiché le persone vanno stimolate e responsabilizzate al di là del colore politico anche perché se nel 2011 parliamo ancora di destra e sinistra allora non abbiamo capito niente. Se si proseguirà con la solita manfrina dei partiti staccati dalla realtà saremo costretti, con l'aiuto di cittadini liberi e partecipi, a entrare in consiglio comunale con una nostra lista civica per il bene di tutti.
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